A Roma il “No Meloni Day”: migliaia di studenti in piazza contro le politiche scolastiche Più investimenti nella scuola pubblica, ristrutturazione degli edifici scolastici fatiscenti e cambiamenti alle politiche del governo: tensione davanti al Ministero dell’Istruzione
Di Minhaz Hussain, corrispondente speciale:
«Soldi per le scuole, non per la guerra» e «Meno armi, più diritti»: con questi slogan migliaia di studenti delle scuole secondarie sono scesi in piazza a Roma per protestare contro le politiche scolastiche del governo, le criticità della scuola pubblica e la mancanza di investimenti adeguati nel settore dell’istruzione.
La manifestazione si è svolta venerdì 16 ottobre nell’ambito dell’iniziativa denominata “No Meloni Day”. I manifestanti hanno contestato diverse politiche del governo guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, esprimendo opposizione anche alle misure adottate dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
Nella stessa giornata, proteste e cortei studenteschi si sono svolti a Roma e in diverse altre città italiane. Secondo gli organizzatori, nella capitale avrebbero partecipato alla manifestazione circa 20.000 studenti.
Il corteo nel centro storico di Roma
La prima concentrazione degli studenti è iniziata intorno alle 8:30 in piazza dell’Esquilino. Successivamente, verso le 9:30, un secondo gruppo di manifestanti si è radunato nei pressi della stazione della metropolitana Cavour, da dove è partito il corteo principale.
Intorno alle 9:45, il corteo si è mosso dalla zona di Cavour, attraversando diverse strade del centro storico di Roma e passando davanti al Colosseo. La manifestazione era diretta alla sede del Ministero dell’Istruzione e del Merito, situata in viale Trastevere.
Al corteo hanno preso parte studenti provenienti da diversi istituti secondari della capitale e rappresentanti di varie organizzazioni studentesche. Attraverso striscioni, cartelli e slogan, i partecipanti hanno richiamato l’attenzione sulle difficoltà della scuola pubblica, sulle condizioni delle strutture scolastiche e sulla necessità di aumentare i finanziamenti destinati all’istruzione.
Una delle principali richieste dei manifestanti riguarda lo spostamento delle priorità di spesa pubblica, con maggiori risorse destinate all’istruzione anziché agli armamenti e alle spese militari.
Secondo gli studenti, numerosi edifici scolastici e aule versano in condizioni precarie, mentre la carenza di insegnanti e le difficoltà strutturali ostacolano la possibilità di garantire un ambiente educativo adeguato e un’istruzione di qualità.
Tra le richieste avanzate figurano la ristrutturazione degli edifici scolastici, il miglioramento delle aule, condizioni di lavoro più adeguate per il personale docente e maggiori garanzie di accesso a un’istruzione equa e inclusiva.
I manifestanti hanno inoltre sostenuto che le difficoltà della scuola non dovrebbero essere attribuite agli studenti stranieri. A loro giudizio, è necessario concentrarsi piuttosto sulla carenza di infrastrutture, sulla mancanza di insegnanti e sull’insufficienza degli investimenti nel sistema scolastico.
Gli studenti hanno espresso opposizione anche alla riforma del sistema di istruzione tecnica e professionale denominata “4+2”.
La riforma prevede un percorso quadriennale di istruzione secondaria tecnico-professionale seguito, per chi prosegue lungo il percorso previsto, da un biennio di specializzazione negli ITS Academy.
Secondo i manifestanti, un collegamento più stretto tra istruzione e mercato del lavoro potrebbe avere conseguenze negative sullo sviluppo formativo a lungo termine degli studenti e sulla qualità delle future opportunità occupazionali.
Momenti di tensione durante la manifestazione
Mentre il corteo si dirigeva verso il Ministero dell’Istruzione, in alcuni punti del percorso si sono verificati momenti di tensione.
Nella zona di via Marmorata, un gruppo di manifestanti con il volto coperto avrebbe spostato alcuni cassonetti dei rifiuti per ostacolare il passaggio. In seguito, alcuni oggetti pirotecnici e materiali descritti come simili a esplosivi sarebbero stati lanciati contro gli agenti di polizia.
Ulteriori tensioni si sono registrate davanti al ministero. In presenza delle forze dell’ordine, una parte dei manifestanti avrebbe lanciato bottiglie, uova e altri oggetti. Sarebbero stati inoltre dispersi materiali provenienti da estintori.
Il “No Meloni Day” non ha riguardato soltanto Roma. Manifestazioni studentesche si sono svolte anche a Torino, Milano, Genova, Venezia, Padova, Treviso, Firenze e Cagliari, oltre che in altre città italiane.
Le iniziative hanno affrontato temi diversi a seconda dei territori, tra cui il finanziamento dell’istruzione, l’aumento del costo della vita, le condizioni degli edifici scolastici e le politiche del governo.
Attraverso queste mobilitazioni, gli studenti hanno ribadito la richiesta di interventi concreti per affrontare le criticità della scuola pubblica, garantire pari opportunità educative e aumentare gli investimenti nel settore dell’istruzione.
Resta ora da vedere quali misure il governo intenderà adottare in risposta alle richieste avanzate dagli studenti.

No comments